La Danza del Karma

22/09/2017

«Anche la passione che ho rivelato a te e agli altri nella danza in tondo, la chiamerei un mistero»

 

Cristo a Giovanni – dopo la Passione, Atti di Giovanni

 

 

 

Viviamo su un pianeta che è in perenne danza. La sua coreografia è ancora segreta, anche per gli astronomi, perché, se è vero che la Terra si muove in circolo intorno al Sole, è anche vero che oscilla, e che in termini cosmici il suo centro solare è ben lontano dall’essere fisso. Anche il Sistema Solare viaggia e danza intorno ad un centro galattico ancora più grande.

 

Chi saprebbe descrivere con precisione la traiettoria precisa di un movimento così complesso? Noi stessi facciamo parte del cosmo, della Terra, e di questa traiettoria/danza cosmica.

Tutti quelli che cercano dentro di sé la quiete per raggiungere il regno dello spirito, sono e saranno sempre in movimento, per il fatto stesso di dimorare sulla Terra.

Quali che siano le motivazioni di chi medita, ogni meditazione avviene nella danza.

 

 

 

Come può affermare, un uomo o una donna, di sentirsi “fermo nella vita”, se è vero che tutti siamo in perenne movimento e trasformazione?

La Meditazione è una Scienza Sacra per trovare un “Centro di Gravità Permanente”, durante questo sacro volteggio quotidiano, intanto che “Gira tutta la stanza, mentre si Danza”, per parafrasare il famoso artista F. Battiato – noto anche per le sue conoscenze e scoperte in campo esoterico ed evolutivo.

 

Ma perché occorre trovare un punto fermo nel bel mezzo del cerchio di fuoco roteante in cui danza il Dio Shiva? Perché tutti noi, costantemente, siamo sollecitati, perturbati e disorientati dalle onde del Karma.

Il silenzio interiore che nasce dalla meditazione è minacciato dall’interno e dall’esterno. Nei nostri “chakra” sono immagazzinate le informazioni sul Karma delle vite precedenti. Nella nostra vita sul piano fisico attraiamo situazioni sincroniche e precise per vivere in prima persona i frutti dei semi piantati nel passato.

 

Così come la persona retta e giusta, che ha commesso una cattiva azione, ha periodici sensi di colpa ogni volta che riaffiorano i ricordi, così tutti gli esseri umani immersi nella vita sono soggetti ad “attacchi di Karma” negativo.

La danza della nostra vita, sia che ci innalzi fino ai cieli, sia che ci faccia semplicemente roteare intorno, rendendoci confusi, dipende in realtà da un’altra danza: quella del Sangue. È la circolazione sanguigna, collegata all’attività pulsante del nostro Sole, che stabilisce il ritmo della nostra danza interiore.

 

Il sangue è un mare dentro, un mare interno, le cui onde sono anch’esse simili ai flussi e riflussi del nostro karma, che detta i tempi della nostra evoluzione.

Il sangue, che Goethe ha esaltato come il più sacro dei fluidi, trasmette non soltanto l’ereditarietà, i geni, ecc. ma anche il karma, che non è una finzione, bensì il cumulo delle azioni (buone o cattive) che danno forma alle nostre vite. Insegnano le scuole segrete che, affinché il karma si riveli e i nostri debiti siano cancellati, dobbiamo immetterci nel fiume dell’umanità (reincarnazione) e immergerci per un certo tempo nel flusso del sangue – quello terreno e materiale – cioè dobbiamo sottometterci al corpo fisico, che cambia ed è soggetto a trasformazioni inevitabili (crescita, cambiamento, invecchiamento, deperimento, malattia, ecc.), che sono le stesse trasformazioni cui soggiace la Terra.

A questa tradizione esoterica, secondo la quale il corpo e il sangue sono connessi con la redenzione, alludono gli antichi testi gnostici, quando ipotizzano che il nome Adamo significhi sia “rosso” sia “terra” e che, dalla terra, attraverso i Misteri (la Saggezza Antica e l’Iniziazione), possa nascere la “Luce” degli uomini.

 

 

 

Un vecchio saggio, una volta ha detto: «Il sudore della fronte, le lacrime e il sangue sono i liquidi (fisici) che versiamo all’esterno per redimere il nostro karma interno finché soggiorniamo nel corpo».

 

Ci sono vari tipi di Karma: positivo, negativo, d'obbligo, d'aggressione, di possesso, d’ignoranza.

 

Karma positivo: 
E' un karma di merito, facente parte di energie ben utilizzate in passato ovvero in vite precedenti. Tali energie sono benefiche e possono condurre a delle ottime realizzazioni, delle ottime scelte, e quindi aiutare il riorientamento, se necessario, e la riuscita del programma dell’Anima per la seguente incarnazione.

 

Karma negativo: E’ un karma di retribuzione negativa: il soggetto non riesce ad evitare le conseguenze dell'oscurità più nera attorno a determinate situazioni di vita che si ripetono in forma diversa; viene preso nella trappola karmica; si dibatte, ma non fa altro che impigliarsi sempre di più nella matassa che cerca di dipanare. Il soggetto può arrivare a dire che egli è vittima del destino e tenta di rigettare sul mondo le sue stesse colpe, creando quindi del nuovo karma, dicendosi e facendosi dimissionario di se stesso di fronte agli obblighi invece di rispondere con un atto di servizio e di umiltà.

 

Karma d'obbligo:
 Si tratta di un karma specifico di un settore di vita e tale obbligo è riferito il più delle volte ad un membro della famiglia o ad un partner. Tale karma si è instaurato in un'altra vita, magari con un'altra persona. In questa vita non vi saranno scelte possibili: si dovranno fare quelle esperienze necessarie a sciogliere tale karma. Normalmente tali ricadute devono essere accettate e svolte, altrimenti si ripeterà ancora una volta la lezione in una prossima vita.

 

Karma d'aggressione:
 Corrisponde a tutte le forme di aggressività esercitata sugli altri, al cattivo utilizzo dell'energia sul piano materiale (abuso, razzismo, problemi di coppia, tirannia, intolleranza, ecc.). In questa esistenza si ha l'opportunità di ridare equilibrio a se stessi svolgendo il proprio compito altruistico senza ricompensa alcuna, compensando quindi con un karma positivo di servizio e di devozione.

 

Karma di possesso:
 Corrisponde a tutte le forme di possessività nei confronti delle persone o dei possessi materiali. Rappresenta quindi, gli squilibri emozionali, i desideri e le passioni mal gestite, l'orgoglio, l'egocentrismo e tutto ciò che ha a che fare con sessualità, potere e denaro. La parola chiave di liberazione da tale tipo di karma è: libertà, data agli altri e ... ovviamente non ricevuta! Servizio per gli altri gratuito e senza affetto da parte loro.

 

Karma d'ignoranza:
 Corrisponde al cattivo uso della comunicazione e della Conoscenza per scopi egoistici, ivi compresi i tradimenti a tutti i livelli. In questa vita si può riequilibrare, svolgendo una attività di comunicazione e Conoscenza al servizio degli altri, e ottenendo in cambio difficoltà di essere compresi, truffe, cadute psicologiche malattie ai nervi ecc.

 

COME MODIFICARE IL KARMA

Il Maestro D.K. (il Tibetano) ha precisato che è possibile modificare il karma, nel quarto volume del Trattato dei Sette Raggi, dedicato alla Guarigione Esoterica, pag. 297

 

"Il karma non è qualcosa d’inesorabilmente ineluttabile, né un evento tremendo. Lo si può modificare; ma per farlo, specie in fatto di malattia, occorre agire in quattro direzioni:


 

1. Accertare la natura della causa e il campo della coscienza in cui fu messa in moto.


2. Sviluppare le qualità che sono l’opposto polare della causa effettiva.

3. Praticare l’innocuità per arrestare l’azione causale e prevenire ogni ulteriore intensificarsi del disturbo.

4. Prendere i provvedimenti fisici necessari per stabilire le condizioni volute dall’Anima.

 

Come si traducono, in parole semplici e accessibili, tali preziosi consigli?

 

Ricordando che ogni persona, situazione, o evento,  pur negativi che siano, sono “perfetti” per la nostra evoluzione. Ci prendiamo il 100% di responsabilità del nostro malessere.

 

Se le nostre agitazioni derivano dal rapporto con altri, non ci soffermiamo più su “quello ci hanno fatto”, “quello che ha osato fare”, “quello che mi ha detto”, “come si è comportato”, ecc. Poiché sono situazioni necessarie alla liberazione del karma nella danza della vita.

 

Per attenuare il malessere pratichiamo l’accettazione totale che, in qualche punto del tempo, abbiamo inserito noi la causa di tali avvenimenti.

Iniziamo a comportarci (all’inizio con grande sforzo) in maniera opposta a quella che il nostro desiderio egoistico e d’orgoglio vorrebbe.

Manifestiamo noi le qualità che avremmo voluto veder adottare da altri nei nostri confronti.

Smettiamo immediatamente di giudicare e criticare, evitiamo “come la peste”, l’atteggiamento di lotta e pratichiamo “l’innocuità”, coltivando pensieri positivi e propositivi. Cercando la soluzione alle cose e non intensificando il malessere.

Infine ri-orientiamo la nostra vita secondo le nostre più grandi aspirazioni, senza cadere vittime delle circostanze esterne. Ci mettiamo in cammino seguendo i nostri sogni più elevati, vivendo all’altezza delle nostre aspettative.

 

 

 

 

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