La perfezione è una malattia!

11/12/2018

 

Queste parole di Andrea Zurlini sono tratte da l'inizio di un seminario dal titolo “Dalla Mente al Cuore” Trentino Alto Adige 24 Agosto 2018

 

 

Vi è una presentazione di tutti i partecipanti (nome, provenienza, esperienze fatte, ecc.)

 

Andrea: Sono in estasi, e non vi dico una parola a caso! Lo dico perché ho sentito tutti questi sapori…

Proprio come quando stai mangiando qualcosa e ti concentri su quello che stai mangiando, e senti tutti i sapori… Ognuno è diverso dall’altro, come un piatto unico e speciale. 

Aver sentito tutta la vibrazione che avete portato, ognuno di voi in modo differente dall’altro: ecco, questo è già l’inizio del nostro seminario, prima di ogni altra attività! 

 

Siete voi ad aver dato to la nota fondamentale a questo seminario. Perché mi chiedete? Perché vi confesso che tante volte, nelle presentazioni di partecipanti, in centinaia di seminari che ho tenuto (sapete che in questa vita ho ricominciato molto presto, cioè a 21 anni)  spesso è capitato di annoiarmi, ma non perché ho problemi ad ascoltare, anzi, mi piace ascoltare gli altri… Ma dopo un po’ arriva un velo di noia. Questo accade quando la persona che parla fa sentire la sua “vera vibrazione” solo nelle sue prime parole, magari con il suo sguardo imbarazzato, la voce un po’ troncata, la profondità di certi linguaggi non verbali.

Poi dopo un po’, si attiva la mente e la personalità, la persona inizia a parlare di dettagli e soprattutto di se stessa; lo capisci bene perché tu, da quel momento, inizi a perderti, e poi ti ritrovi a pensare ad altro, mentre la persona sta ancora parlando. Ti accorgi che fai difficoltà ad essere “presente” nell’ascolto. 

 

Invece, proprio qui e ora, ho sentito la meraviglia di ognuno di voi, che è riuscito a trasmettere, a modo suo e con la sua essenzialità, venir fuori nel gruppo. E avete dato la nota iniziale al nostro seminario perché avete toccato un fatto decisivo: noi siamo qui in questo incontro per onorarla questa diversità! Per renderla meravigliosa questa diversità ci contraddistingue! 

La perfezione è una malattia, quell’assurda pretesa di non voler sbagliare o esporsi per non essere giudicati; E poi anche la fretta. Esse sono due malattie epidemiche!

Se voi volete le cose perfette, vuol dire che le volete uguali. Sapete chi fa le cose uguali? La monocultura, con i semi OGM e tossici; sono tutte piante identiche senza diversità, coltivate a batteria e col solo proposito di sfruttamento. Eppure se voi guarderete tutti questi alberi che ci circondano, specie quando andremo a camminare insieme nei pomeriggi, li guarderete da vicino, e noterete che ognuno di loro è diverso. 

 

Da lontano tu non vedi bene, poiché vedi soltanto alberi a fianco ad altri alberi, e noti soltanto il bosco. Ma se ti avvicini l’albero… è lì che appare l’unicità di ognuno… qui c’è un pezzo, un ramo rotto di qui, di là c’è un altro che è caduto, qui c’è un buco, di là perde qualcosa, magari una parte secca, e tutte le differenze cromatiche di ogni pezzo di corteccia! Quando ti allontani, guardi tutto e dici: questo è un bosco meraviglioso! Perché lo dici? Perché ognuno di quegli alberi non gliene frega niente della perfezione, sono tutti diversi e nessuno deve dimostrare niente a nessun altro qui, capite? Gli alberi sono tutti diversi: loro rappresentano la perfetta imperfezione, se ne fregano di dover essere uguali. E questo li rende bellissimi.

 

 

 

Ognuno si è presentato poco fa’, e ha portato una cosa diversa; non c’è una vibrazione che sia stata simile all’altra e questa diversità, per quanto mi riguarda, è ricchezza pura, è bellezza che va onorata e rispettata. Quindi non ci interessa di raggiungere un risultato specifico, perché se io dico: “Dobbiamo raggiungere questi risultati, tutti quanti”! Allora ognuno si deve orientare a quei risultati uguali per tutti. Si inizia a creare tensione, competizione… E poi si sfiora l’irreale. Cos’è che è uguale per tutti? Neanche la giustizia è uguale per tutti; non esiste qualcosa uguale per tutti, esiste “ciò che è per noi”; noi siamo venuti qui a prendere ciò che è per noi, per viverlo e ridarlo, cioè condividerlo, come ha appena detto la nostra amica “Dyal” [riferendosi ad una partecipante] nella sua infinita saggezza: ridare, ridonare ciò che noi abbiamo . Per questo sono molto contento. 

 

Io e Federica crediamo fermamente che nella Nuova Era la nuova energia non sarà né maschile né femminile; e non risuonerà lo slogan già sentito mille volte: “Il mondo è stato dominato dagli uomini per migliaia di anni, adesso tocca alle donne, potere alle donne, al femminile, ecc.” Non crediamo a questo. Noi crediamo in un Tao,. Il futuro per noi è la coppia, la vera coppia sacra. Dio è una meravigliosa coppia di sposi. Non un Padre!

Questo perché ve l’ho detto? Perché i doni vanno condivisi, se uno ha donato qualcosa lo deve condividere. Quello che noi portiamo è la nostra esperienza, né più né meno. Il titolo del seminario è “Dalla mente al cuore”. Cari amici,  non è una tecnica nuova, anche se un po’, probabilmente per molti di voi lo sarà. Da domani inizieremo la didattica tutte le mattine, e ovviamente studieremo insieme molte tecnologie spirituali. Eppure… Dalla mente al cuorenon è una tecnica, ma è la nostra V I T A. Quindi, io e Federica, cosa facciamo? Condividiamo con voi come il nostro stile di vita. 

 

Federica ora vi parlerà e vi spiegherà in che modo vi guiderà al mattino, prima di far colazione, prima di preparare questi veicoli fisici alla giornata, e quali “pratiche” svolgeremo nel chiarore e silenzio mattutino. Poi vi svelerà alcuni particolari di tutte le attività che faremo. Anche in questo caso, non è qualcosa che è stato studiato appositamente per il seminario, noi lo facciamo ogni mattina! Preparatevi perché ci sarà attività, meditazione, condivisone e studio… Tranne nei momenti in cui faremo le costellazioni familiari, che sono una cosa a parte! 

 

Questo per farvi capire che la Via del Cuore è una via di A U T E N T I C I T A’. Questo che vuol dire? Che non è nostra intenzione vendervi qualcosa; se io avessi un prodotto da vendervi, allora sarei un commerciante, un venditore, ma non vi stiamo vendendo nulla, noi stiamo condividendo la ricchezza che il Cielo e la Madre terra ci danno ogni giorno. Poiché sono due gli agenti che ci nutrono tutti i giorni: Madre e Padre Celeste, ovvero, la coppia felice: Dio! 

 

Un abbraccio

Andrea Zurlini

 

 

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