Come lavorare sul "senso di colpa" con le Costellazioni Familiari

12/05/2016

Nella mia esperienza da Costellatore Familiare, che ogni giorno di più si arricchisce attraverso la preziosa pratica costante, con persone sempre di più meravigliose e volenterose di lavorare su di sé, posso con tutta certezza dire che non c'è niente di più devastante e deleterio di ciò che conosciamo come senso di colpa.

Gli esseri umani sono capaci di sentirsi in colpa di tutto. Hanno talmente subito il clericale e istituzionale lavaggio del cervello per secoli, che riescono a sentirsi in colpa persino se sono felici, se hanno dei soldi in abbondanza, se possono godere del sesso e dell'amore.

Il senso di colpa attanaglia la maggior parte degli esseri, alcuni non riescono neanche a dire la loro verità e liberare il loro potenziale guerriero con quelli che li opprimono perché si sentirebbero in colpa se questi stessero male o li giudicassero.

Oltre ad un fatto istituzionale ed educativo mi sembra doveroso parlare di quella che nelle costellazioni familiari vien chiamata “lealtà familiare”. In questa spiegazione tralascerò la parte teorica fondamentale che riguarda le fondamenta delle costellazioni familiari, ovvero l'assioma che ogni membro della famiglia dal più vecchio al più giovane sono interconnessi. Sintetizzandolo al massimo possiamo dire che la famiglia è un sistema, cioè un insieme di individui che sono uniti da un legame genetico. Ogni membro della famiglia fa parte del sistema ed attraverso le sue azioni modifica il sistema stesso; quando il sistema viene modificato, esso influenza tutti i suoi componenti. Quindi si crea un duplice scambio: io attraverso le mie azioni vado ad influire su tutto il sistema-famiglia di cui faccio parte, il sistema-famiglia cambia vibrazione, e il nuovo assetto vibratorio va ad influire su tutti i membri, compreso me.

 

 Nessuna azione, vicenda di vita, avvenimento, episodio e vita intera viene tralasciata dal sistema. L'Inconscio familiare registra e cataloga tutto, formando un immenso archivio di quel sistema-famiglia che comprende la storia di ogni membro di ogni generazione (sia vivi che morti). Ogni appartenente al sistema-famiglia è simultaneamente un individuo a se stante e membro di qualcosa di più grande di lui che lo rende “una parte” e lo vincola. Potremmo, riassumendo, considerare questi vincoli come le leggi morali, gli usi e le consuetudini vissute in quel sistema ai suoi albori.

Bene. E una volta saputo questo? Ti spiego meglio...

Se stai leggendo questo articolo vuol dire che stai respirando, sei ancora vivo. Se sei vivo, sei sicuramente nato (qualche tempo fa). Se sei nato, hai due genitori (vivi o morti che siano oggi, conosciuti o no). Se hai due genitori, allora appartieni ad un sistema-famiglia molto più grande di te, che comprende i genitori dei tuoi genitori ed i loro genitori e così via...
Se fai parte di una famiglia, esiste un livello di coscienza (oltre il tuo) che è quello della “stirpe”. La stirpe hai suoi bisogni e le sue necessità, i suoi limiti e le sue prerogative.

La stirpe è il livello di coscienza che contiene tutti i livelli di coscienza del clan a cui appartieni (il clan a cui hai deciso di appartenere incarnandoti in questa vita). Oltre l'educazione, dalla tua famiglia (e dalla stirpe) tu ricevi anche il permesso (conscio e inconscio) di soddisfare o meno una serie di tuoi bisogni personali e non solo. Sopratutto ricevi la percezione dei “limiti” entro i quali potrai esprimerti e gestire la tua vita relazionale e lavorativa.

Se nel passato familiare dei tuoi genitori, dei tuoi nonni o dei tuoi bisnonni ci sono stati divieti, carenze o traumi legati a situazioni gravose e avversità che la famiglia ha dovuto affrontare, comprese morti premature, ingiustizie sociali, economiche, distruzioni legate alla guerra ecc. si innesca un meccanismo biologico di conservazione della specie che si farà carico di gestire la soddisfazione dei bisogni fondamentali di tutti i membri che nasceranno, per fare in modo di fronteggiare il pericolo che può tornare in qualsiasi momento. Potremmo dire che si attiva un “allarme sopravvivenza” della stirpe, che rimane acceso a lungo tempo...

Se nel passato dei tuoi antenati la sicurezza e il benessere materiali sono stati in pericolo, sarà difficile che la stirpe “autorizzi” che i membri futuri possano dedicarsi al soddisfacimento di bisogni più elevati, legati all'autorealizzazione e alla spiritualità. La felicità e l'abbondanza diventano valori “esclusi” perché non sono di primaria importanza (è più importante la sopravvivenza); ognuno che tenterà di dedicarvisi inizierà ad autocrearsi una serie di difficoltà ed ostacoli non indifferenti che lo vedranno lottare nel tentativo di essere felice... Ma c'è di peggio!
Se tenterà di essere felice e magari ci riuscirà, la sua pena sarà il senso di colpa.

Devi sapere che le conseguenze di tragici destini dei tuoi antenati non si esauriscono nella sofferenza di una sola generazione, poiché tutto il sistema-famiglia partecipa alla tragicità degli avvenimenti; e il sistema-famiglia comprende sempre più generazioni insieme. Pertanto questa sofferenza ha un effetto sulla psiche di tutti i componenti della famiglia e si trasmettono dagli antenati ai discendenti per un certo numero di generazioni.

L'influenza della stirpe ti può portare a non sentirti in diritto di amare ed essere amato senza sapere coscientemente il perché... scoprendo solo molto dopo che nelle famiglie dei tuoi nonni, bisnonni o i tuoi genitori non c'è stato mai l'amore e la serenità relazionale. L'influenza della stirpe può portarti a non sentirti in diritto di guadagnare più soldi di quelli che guadagnava tuo padre, tuo nonno, ad essere più felice di coloro che sono venuti prima.

Quando un membro del sistema-famiglia agisce in tal modo da non modificare i limiti che la stirpe stessa impone ai suoi membri, o genera le stesse sofferenze che i suoi stessi genitori hanno vissuto, o ricalca alcune storie di vita e vicissitudini dei suoi antenati, si dice che questo membro sta mettendo in atto la lealtà familiare. In poche parole il patto (inconscio) è quello di non stravolgere i limiti entro cui tutta la stirpe è vissuta nei decenni, non essere più felici del livello di felicità raggiunto dal clan familiare per intero e non avere più soldi e più successo. Pena, il senso di colpa.

Il lavoro con le costellazioni familiari da me operato, cerca innanzitutto di individuare i permessi e i divieti alla realizzazione personale che si ereditano dagli antenati. Una volta riconosciuti si possono utilizzare creativamente e cambiare consapevolmente.

Come?

Ciò che ho compreso grazie allo studio e l'approfondimento delle costellazioni familiari, sopratutto grazie al grande lavoro pratico svolto continuamente, è che la stirpe, pur avendo il suo livello di coscienza e le sue leggi che irrimediabilmente vincolano chi ne fa parte, non può non autorizzare la spinta evolutiva di ogni suo appartenente che è l'impulso a creare. Se non ci fosse il meccanismo di creazione (e quindi procreazione) la stirpe stessa non può andare avanti. La stirpe può negare e mettere limiti di fronte alle grandi aspirazioni di autorealizzazione, felicità e successo di un individuo che fa parte di un sistema con molta sofferenza, morte e infelicità, ma non può negare il bisogno dell'individuo di creare nuovi valori che influenzino la stirpe a venire.

La grande svolta, a mio avviso, è che grazie alla rappresentazione scenica e la modalità di svolgimento corretto di una costellazione familiare, l'individuo può “incontrare” personalmente i membri del suo clan (vivi e morti che siano) per riconoscere il dolore e la tragicità del loro destino, restituirglielo senza farsene carico, e chiedere l'inderogabile autorizzazione dagli avi ad essere un creatore di nuovi valori che influenzino la stirpe a venire.

E' vero che io faccio parte della stirpe che è un sistema più grande di me, ma in quanto ne faccio parte posso influenzare il sistema stesso. So che nel passato di questo clan familiare c'è stata sofferenza, carenza e difficoltà, me ne rendo conto e onoro gli sforzi di coloro che sono venuti prima di me, grazie ai quali, oggi io esisto e sono vivo. Al contempo, prendo l'impegno con me stesso e con la stirpe di voler creare “nuovi valori” su cui vivere io stesso e che un giorno possano influenzare positivamente coloro che verranno. Pertanto scelgo di portare nuovi valori nella stirpe legati al benessere, alla crescita spirituale, la consapevolezza, l'abbondanza economica, la guarigione dalle malattie, lo scioglimento dei conflitti tra membri dello stesso sistema.

Un giorno io stesso sarò nonno, poi bisnonno, poi trisavolo, antenato, avo e simbolo della stirpe stessa. Allora io posso scegliere quale sarà il mio ruolo e ciò per cui io verrò ricordato! Ciò a cui, figli, nipoti e pronipoti potranno ispirarsi. Invece di subire passivamente i limiti della stirpe, posso fungere da creatore di nuovi orizzonti, ristabilire nuovi limiti su cui altri che verranno potranno arrivare e poi scavalcare e porne ancora di nuovi!

Il coraggio dell'Eroe è proprio questo, non vivere più in funzione di tutto quello che la famiglia ha insegnato e tramandato. E simultaneamente non essere più in conflitto col proprio passato. Ma avere il coraggio di guarirlo. L'Amore guarisce la vita. Ci si può innanzitutto riconciliare col proprio passato e coi valori che la famiglia ha imposto nel tempo (anche se la percezione è che siano assurdi e non concomitanti col proprio modo di vivere e di pensare). Una volta essersi confrontati col proprio passato e col dolore dei propri genitori e dei propri nonni si può smettere di farsi carico del loro dolore, si può smettere di essere “leali” alla sofferenza che si sta passivamente perpetuando.

A questo punto si restituisce il dolore e il destino di ognuno ai proprietari, si prende in mano la propria vita e le proprie responsabilità, si onorano gli antenati per il loro sacrificio e il dono della vita. Se non si soffre più per la debolezza e le difficoltà dei propri cari perché si riconosce che ogni destino è sacro e che ognuno deve vivere il suo (a suo modo), si può iniziare a non sentirsi più in colpa se si è felici, se si sta avendo successo, amore, soldi, abbondanza, consapevolezza, libertà.

Anche se coloro che sono venuti prima di noi non hanno potuto farlo, non ci si lascia influenzare, ormai la scelta è fatta, una scelta che riguarda una responsabilità ancora più grande: aggiungere nuovi valori a tutta la stirpe, rispetto a quelli già conosciuti. 

Questo passaggio permette di non sentirsi in colpa se ci si sta autorealizzando, se si sta avendo successo secondo i propri talenti e capacità. Il senso di colpa viene sostituito dalla consapevolezza della propria missione speciale. Una missione di luce, una missione che riguarda il destino non solo personale ma di tutti quelli che saranno poi. A quel punto si avverte una responsabilità maggiore rispetto quella con coloro che sono stati prima di noi, una responsabilità immensa: quella con coloro che verranno.

I bambini che nasceranno in questa linea di discendenza a che valori si ispireranno? A quali modelli potranno ispirarsi? Ci sarà qualcuno, in famiglia, che è stato ricordato per le sue eroiche gesta? Che ha portato consapevolezza, risveglio, guarigione, abbondanza, felicità in se stesso e poi in tutti?

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